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liber-azioni ed elucubrazioni varie
sentimenti
22 giugno 2011
Cercare il mare e poi ritrovarsi in aperto oceano

- Non è quello che cercavi, tu speravi altro. 

- Già... Forse hai ragione.

- Speravi nella tranquillità del blu di un mare calmo, non è vero?

- Sì...

- E allora che c'è?

- E allora c'è che forse avevo trovato un oceano immune da tempeste...

DIARI
22 giugno 2011
La mia Maturità, un anno dopo... :)

Oggi sono iniziati gli esami di maturità 2011 e, precisamente un anno fa, dietro quei banchi c'ero anche io.  

Sono trascorsi già 365 giorni da quella calda giornata di giugno, dai giorni della strana ansia pre-esame e della corsa al ripasso a tutti i costi.

Ricordo ogni dettaglio, perfino come ero vestita: t-shirt nera con maniche a palloncino, jeans blu molto semplice e scarpe da ginnastica bianche. Capelli a cavolo, asciugati al naturale di corsa la mattina stessa dopo essermi concessa una meritata e rilassante doccia vista la notte semi-insonne passata a ripassare.

La prima prova, quella di italiano, non mi agitava particolarmente. Già sapevo che avrei scelto un saggio o qualche tema di ordine generale (anche se questi ultimi non mi elettrizzavano molto), insomma...tutto fuorchè l'analisi del testo!

Non avevo mai sopportato l'analisi e in cinque anni, durante i compiti in classe, l'avevo svolta solo due volte perchè quelle due volte la traccia assegnataci era stata unica e o facevi quella...o facevi quella!

Il mio allenamento "scrittevole" si era concentrato tutto sui saggi brevi e non so perchè, ma dentro i documenti per il loro svolgimento che la professoressa ci forniva 9 volte su 10 ci trovavo qualche scritto di Karl Popper. 

Saggio politico? Documento di Popper! Saggio sull'arte? Karl Popper!! Saggio sui social network? Popper Karl!!! Che poi non so cosa potessero entrarci veramente le parole di uno nato nel 1902 e morto nel 1994 coi social network. Oddio...per carità, sarà stata anche una grande mente e le grandi menti molto spesso possiedono il dono della "preveggenza", ma l'accostamento mi sembra comunque un pochino anacronistico.

Fatto sta che ogni volta, trovandomi in disaccordo con le tesi dell'intellettuale in questione, mi divertivo da morire a smontargli (indegnamente!) pezzetto per pezzetto il discorso. Insomma, una specie di battaglia contro i mulini a vento! ^^'

Forte dell'esperienza acquisita a furia di far rigirare nella tomba l'ignaro Popper, la prova di italiano non sarebbe dovuta essere un problema, alla peggio nei documenti avrei trovato qualche scritto di Alberoni (n'altro abituè!)...e che sarebbe stato mai!

Al momento della consegna, non ebbi dubbi: il saggio andò a farsi friggere, la mia attenzione venne catturata da una delle ultime tracce di ordine generale, essa chiedeva di riflettere sulla funzione, sugli scopi e sugli usi della musica nella società contemporanea, facendo riferimento anche a personali esperienze di pratica e/o di ascolto musicale.

Ecco il compito fatto su misura per me! Iniziai a scrivere, intanto ogni trenta secondi c'era qualcuno che, palesemente fiducioso nelle mie pseudo-abilità linguistiche, mi rompeva le scatole: "Oh, ma come si scrive?", "Oh, ma va bene detto così?", "Oh, mi dici un sinonimo pè 'stà parola?", "Ti prego, non lo so fare...aiutamiiiiiiii!". Emh...

Confesso che avrei voluto zittire tutti e mandarli a quel paese però, essendo una fanciulla gentile ed educata, mi sono trattenuta dal farlo. ^^'  Conseguenze? Torcicollo a furia di girarmi per stare a sentire chi mi chiamava e circa 38764 cazziate ricevute da parte del professore interno di matematica e fisica che, avendo una scarsissima opinione delle mie facoltà intellettive visti i pessimi voti che solevo collezionare nelle sue materie, pensava fossi io a chiedere aiuto agli altri. Sò punti di vista... ^^

La stesura del tema riuscì comunque a proseguire e la sottoscritta, in quattro facciate di foglio protocollo, raccontò tutto il suo amore per la musica e per il canto alla commissaria esterna di lettere, una signora cinquantenne dalla faccia paciosa e simpatica che alla fine valutò lo scritto con il voto di tredici quindicesimi. :D

Il primo step era completato, il giorno dopo ci sarebbe stata matematica [già piangevo e piangevo a ragion dovuta visto come andò poi! :( ], mentre il 25 si sarebbe svolta invece la terza prova, per cui non nutrivo particolari timori.

Poi arrivò lo spauracchio dell'orale, affrontato i primi giorni di luglio e andato benissimo nonostante la tremarella! ^^

Insomma...cari maturandi, relax...take it easy! Arrivati a questo punto è tutto in discesa, fidatevi! ;)




DIARI
20 giugno 2011
Vicini di casa a sorpresa: looking like Sandro Bondi

Stamattina me ne tornavo tranquilla a casa dopo esser stata un po' a zonzo.

Svolto l'angolo della mia traversa e nel frattempo inizio a trafficare con la mia gigantesca borsa, così gigantesca che le chiavi non si sa dove fossero andate a cacciarsi. Ma d'altronde ogni grande donna ha bisogno di una grande borsa! Emh... Sorvoliamo su questo mio aforisma dalla dubbia credibilità... ^^' 

Dicevo... Dopo immani sforzi riesco a riappropiarmi delle chiavi che erano state risucchiate dalla malefica fodera e, prima di entrare nel portone, alzo lo sguardo voltandomi ad osservare l'altra parte della strada attirarata da dei rumori. Non lo avessi mai fatto! :(

Alla sottoscritta quasi quasi gli pigliava un coccolone: per un attimo ho creduto di avere come nuovo vicino Sandro Bondi (ecco, qui ci starebbe tutta una musichetta macabra da film horror del tipo "TA-TA-TAAAAN")!

Eh già, avete capito bene. Si da il caso che davanti casa mia si stiano trasferendo dei nuovi inquilini e che il capofamiglia assomigli in maniera inquietante al "natural born slave" del Silvietto nazionale. :/

Potete immaginare il mio spavento, anche se in realtà dovrei esserci abituata: ho uno zio che (ahimè!) sembra Ignazio La Russa ed una volta, a Roma, mi sono imbattuta in quel gran simpaticone di Giovanardi (proprio quello originale)!

Ma per fortuna tutto è bene quel che finisce bene, il signore in questione è solo un sosia di Sandruccio ed io posso dormire sogni tranquilli! Aaaaah...sollievo! ;) 


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Comunicazione di servizio: Mi dispiace di non poter rispondere ai commenti che mi vengono lasciati, ma purtroppo il mio pc pare non andare molto d'accordo con la piattaforma de "Il Cannocchiale", anzi...in realtà da un po' sembra non andare d'accordo con parecchie altre cose! ^^' Quindi colgo qui l'occasione per ringraziare chi passa e passerà da questo delirante blog! ;)

DIARI
19 giugno 2011
Orazio docet: fregatene e segui l'istinto!

Certe cose accadono una volta sola, come una volta sola si vive.

Mentre penso questo mi sembra di sentire l'istinto sussurrare: "Che ti importa? Falla questa pazzia!". Già, a trovare il coraggio però.

Sarà che la pazzia in questione è una pazzia troppo atipica, sarà che un pò ho paura di rimetterci la faccia, sarà che una cosa del genere non mi era proprio mai capitata e quindi non so come gestirla.

Eppure vorrei seguirla questa benedetta filosofia del "Carpe diem", perchè Orazio aveva davvero ragione da vendere quando diceva che non bisogna lasciarsi condizionare dalla prospettiva di quello che il futuro, nel bene o nel male, potrà portare.

Ricordo perfettamente la prima volta che lessi questa massima oraziana: avevo 11 anni, era il 2002. Frequentavo la prima media e, siccome il mio rapporto con la matematica era a dir poco astioso, mia mamma decise di mandarmi a prendere qualche ripetizione. La ragazza che mi dava lezione credo potesse avere 25 anni o giù di lì, era un tipo molto simpatico ed estroverso col desiderio di intraprendere la carriera giornalistica, la stessa aspirazione che anch'io ora posseggo.

Anche se non avevo preso lezioni per lungo tempo, lei alla fine mi si era affezionata e, il giorno del nostro ultimo incontro, mi regalò due fogli stampati al computer. Su quei fogli erano riportati i testi di due poesie: il già citato Carmen n°11 di Orazio ed il "Trionfo di Bacco e Arianna" di Lorenzo De' Medici. Ricordo che consegnandomi quel dono mi disse all'incirca: "Conserva queste poesie per quando sarai più grande, sono sicura che diventerai una splendida persona. Allora potrai capirle davvero e magari potranno servirti".

Quella frase mi spiazzò (tutt'oggi non sono per nulla convinta di essere degna di un complimento così straordinariamente bello), ne fui sicuramente lusingata anche se, essendo solo una ragazzina, non riuscì a comprendere bene il gesto. Ora però so che la ragazza aveva ragione, leggendo testi del genere ad 11 anni non si può afferrarne davvero il senso, ma col tempo e con più consapevolezza tutto diventa chiaro.

Come promesso quei fogli ancora li conservo (sono proprio quelli ritratti nella foto sottostante) e, come predetto da colei che me ne aveva fatto dono, mi sono serviti realmente.

Crescendo sarò anche riuscita nell'intento di capire il messaggio di quei componimenti poetici, ma molto probabilmente non sono riuscita ad assimilarne gli insegnamenti. Crescendo si diventa necessariamente un pochino più razionali, anche quando si tratta di persone come me in cui la componente istintiva resta comunque preponderante. Non ci si può comportare per sempre con la medesima incoscienza di quando si è poco più che bambini e, anche se ho solo vent'anni, sento il dovere di soppesare pur solo un minimo le situazioni prima di agire.

Ma soppesa una volta, soppesa due volte e tre e quattro... Alla fine finisci per consumare l'impulso che ti avrebbe aiutato a coglierlo quell'attimo.

Conclusione? Mi sa tanto che quest'Orazio conviene davvero seguirlo alla lettera, speriamo bene!


Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo alle cabale babilonesi, 
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancor ci conceda
o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
del mare Tirreno. Sii saggia, filtra il vino e accorcia la speranza
perché lo spazio è breve. Mentre parliamo, il tempo
geloso sarà passato: cogli l’attimo, e non fidarti del domani.

(Carmen n°11, I libro delle "Odi". Orazio)

 


CULTURA
18 giugno 2011
"Tutti in piedi" e la dirompente forza delle parole

Ieri sera non ho preso impegni, ero troppo curiosa di seguire "Tutti in piedi!", la trasmissione-manifestazione per celebrare i 110 anni della Fiom promossa da Michele Santoro.

Tutta questa curiosità forse sarà dipesa dal fatto che in questi giorni il "caso Santoro" è stato protagonista assoluto dei dibattiti mediatici e, a dirla tutta, anche io ho non perso occasione di inzuppare il pane nella questione scrivendo un articolo sul divorzio tra il giornalista e la Rai per il magazine on-line di cui sono redattrice.

Comunque fatto sta che sono rimasta piacevolmente sorpresa dall'evento, una bellissima serata. Certo, forse agli occhi di "qualcuno" sarà apparsa come una manifestazione faziosa, ma personalmente di fazioso non ci ho visto un bel niente. Quello che ho potuto notare è stata solo una straordinaria voglia di partecipazione, un meraviglioso desiderio di rivendicare il proprio diritto al lavoro, di ottenere una giustizia veramente uguale per tutti e, infine, di poter godere dell'informazione libera che, sempre quel "qualcuno", ha creduto di poter sostituire con la più  becera disinformazione.

"L'Italia s'è desta!": questo è stato il grido di Roberto Benigni, ospite d'eccezione della serata, un grido che racchiude l'essenza dell'evento stesso. Gli italiani non sono scemi, era ora di dimostrarlo, era ora che il frastuono dell'indignazione prendesse il sopravvento sul silenzio-assenso della più detestabile ignavia popolare.

La migliore Italia (alla faccia di Brunetta & co.) è scesa in campo e si spera che ora "todo cambi"!

P.S: La mia ammirazione professionale verso Marco Travaglio è in netta ascesa, lo definirei un "adorabile cacacazzo" (perdonatemi il francesismo, ma altri termini non riuscivano a rendere bene l'idea! Ovviamente l'epiteto è da intendersi in senso estremamente positivo) e a me i "giornalisti cacacazzo" sono sempre piaciuti, così tanto che spero di diventarlo anche io un giorno! ^^  

DIARI
17 giugno 2011
Trattieni il fiato, mordi il tuo senso e ingoia
   Strade che ho perso dentro ai tuoi occhi neri di fango stanchi di tutto e fatti di niente ora le cerco in ogni parola detta per sbaglio da chi non sa bene come passare ad altra sorte io vivo disperso nei sotterranei di questi tuoi giorni non resta più niente dei tuoi rimpianti solo il ricordo di alcuni istanti stretti a dovere intorno alla pancia come una cinghia per non dimenticare il tempo che fugge verso i tuoi giorni che sono niente ora che anch'io non ho direzione e vago nel buio non ho destinazione e dammelo tu un nuovo indirizzo dove trovarmi appeso a uno specchio ad ogni ritorno un nuovo ritratto ad ogni ritorno appeso a uno specchio un nuovo ritratto ad ogni ritorno un nuovo ritratto appeso a uno specchio ad ogni ritorno un nuovo ritratto appeso a uno specchio ad ogni ritorno un nuovo ritratto appeso a uno specchio il mio ritratto    



Ho voluto riportarlo senza punteggiatura, tutto d'un fiato perchè tutto d'un fiato va letto ed ingoiato.

Si tratta di un breve estratto dal testo di una canzone dei Negramaro.

Questa non può essere che poesia: tagliente, profonda, intensa nella sua disarmante semplicità.

L'essenza del significato che le parole di una canzone o di una poesia possono assumere è meravigliosamente soggettiva.

Destrutturare, ricomporre e plasmare a tuo piacimento. Puoi farlo, senza restrizioni o costrizioni.

Null'altro da commentare, sarebbe superfluo.

Trattieni il fiato, mordi il tuo senso e ingoia.
DIARI
16 giugno 2011
Anatomia di un'incazzatura, una grande incazzatura

Sono incazzata, tanto.

Il fatto che io sia realmente incazzata è un evento assai raro. Il mio limite di sopportazione è molto alto, quindi per far sì che esso venga superato c'è bisogno di una causa valida, validissima.

Non starò qui a disquisire sulle motivazioni alla base della funesta ira che mi ha colta, forse farlo mi farebbe solo ulteriormente incazzare.

La cosa più brutta è che in questo caso non posso prendermela con nessuno, nemmeno con me stessa. La mia arrabbiatura non è stata causata da nessuno, è colpa degli eventi e contro alcuni eventi purtroppo non si può nulla.

Potrei prendermela col destino o con qualsiasi altra entità astratta sia responsabile delle cose che accadono, ma a che servirebbe? Il destino, o eventualmente un suo surrogato, non puoi insultarlo, nemmeno mandarlo a quel paese. E allora come ci si sfoga? Turturando le persone che ti stanno affianco a furia di chiacchiere per cercare parole di conforto? Già fatto stanotte, ma non è che abbia funzionato tantissimo: sono incazzata lo stesso.

Se poi all'incazzatura ci aggiungi anche i "condizionamenti ormonali" a cui noi donne siamo soggette in alcuni periodi del mese è proprio la fine. Si sa, durante certi giorni le donne sono più nervose ed io, tanto per non farmi mancare niente, mi trovo proprio nel bel mezzo di quel maledetto scombussolamento ormonale. Fossi al posto di chi leggerà questo post, arrivata qui ci starebbe tutto un bel "E stì ca...voli!" pronunciato ad alta voce. Quindi se volete ditelo, avete ragione...con questi discorsi sono più fastidiosa di una pubblicità per assorbenti.

Devo trovare un modo per sfogarmi: mi do allo Yoga oppure mi fumo un intero pacchetto di sigarette tutto in una volta? Chissà quale rimedio è più efficace...

Si accettano suggerimenti su come sbollire la rabbia. Se qualche anima pia conoscesse metodi comprovati ed avesse la bontà di passarmi qualche dritta gliene sarei estremamente grata.


sentimenti
15 giugno 2011
Talking about... Paure, futuro/passato, visceralità & compromessi

La paura del fuoco, la paura del vuoto, la paura di non essere abbastanza, la paura di avere paura.

Sorridere alla nemica che cerca di sbarrarti la strada, sarà lei ad abbassare lo sguardo vedendo il tuo ghigno. E' una sfida da vincere, senza condizioni.

Non sono immune dall'incertezza, sarebbe stupido credere di esserlo per chiunque. Il futuro è sempre un punto interrogativo in questa sequenza continua di "virgole", "punti esclamativi" e "punti a capo" di cui è fatta la nostra vita.

Il futuro non può far male e non può nemmeno rendere felici, non può farlo semplicemente perchè, in fondo, ancora non esiste.

Il passato invece no. Il passato ritorna ad intervalli regolari, come un sogno e/o un incubo ricorrente. Ma la notte non è infinita e all'alba del giorno nuovo riesci a svegliarti. L'amnesia selettiva non funziona, è inutile insistere.

Non so fingere indifferenza: i dolori mi feriscono, forse anche troppo. Inconveniente inevitabile per chi si lascia trasportare dalla visceralità emozionale più profonda, quella stessa visceralità che fortunatamente mi fa vivere le gioie in maniera altrettanto amplificata.

Sono complicata, non posso negarlo e non so se convenga più cercare di capirmi o accettarmi così per come sono, avallando indistintamente pregi e difetti.

Amo chi sa "ascoltare" senza limitarsi a "sentire" distrattamente, ma sono troppo poche le persone che riescono a farlo davvero.

Certo, per essere ascoltati ci sarebbe bisogno di qualcosa da dire e, purtroppo, anche questo è sempre più raro.

Urlare al mondo qualcosa è quello che ho sempre cercato di fare, è ciò che provo a fare anche scrivendo.

Correre il rischio di esporre al mondo la propria parte più fragile è il prezzo da pagare per chi non possiede corazze da finto guerriero o maschere fatte di cera mista a ipocrisia.

Può bruciare, ma non cambierei le cicatrici accumulate e quelle che verranno con niente al mondo. Il compromesso non l'ho mai cercato, anche quando è stato lui a cercare me.

musica
14 giugno 2011
"Mi piace Lady Gaga" & altri outing

Sì, lo ammetto: mi piace Lady Gaga!

È stato difficile confessarlo perfino a me stessa, ma Stefani Joanne Angelina Germanotta mi ha artisticamente conquistata già da un po’ di tempo.

Eppure il pop super-commerciale non mi piace, non mi è mai piaciuto, i miei generi musicali sono tutt'altri. Ma quello di Miss Germanotta è un caso a parte: in apparenza ci sarà anche tanta strategia di marketing, un personaggio costruito a tavolino per vendere milioni di dischi e riempire lautamente le saccocce dei discografici, ma dietro cosa c'è? Almeno secondo la mia opinione dietro gli infiocchettamenti commerciali si cela una bravissima artista, autrice di ottimi testi, pianista e cantante tecnicamente molto molto dotata e capace di esibirsi in modo impeccabile anche dal vivo (cosa in cui pochi riescono).

Non nascondo che la prima volta che ho ascoltato Lady Gaga sono rabbrividita. Mi sembra fosse fine estate del 2008...su Mtv passava il video di "Just Dance" ed ecco che subito pensai: "Andiamo bene, n'altra sciacquetta con la solita canzoncina becera del cavolo!". (Lo so, a volte so essere assai-ai-ai acida) Con il tempo però ho cambiato idea... Conclusione? Stà Germanotta ci sa fare, mi piace e tra l'altro mi suscita molta simpatia!

Quindi, visto che ormai ho fatto "outing" e quando si fa 30 conviene fare anche 31 (per la serie "W i luoghi comuni, le ovvietà e i modi di dire triti e ritriti!"), vi confesserò anche un altro imbarazzante segreto... 

Avete presente il video di "Judas"? Quello dove la Germanotta è vestita da Maria Maddalena, ci sono 12 apostoli motociclisti e un Jesus e un Judas molto...emh...boh...come dire...rock?? (Vabè...ho detto nà cazzata, tanto per cambiare!) Beh...comunque proprio quel video lì! Ecco...il segreto è che...è che...emh...ho imparato la coreografia!

...Silenzio... Cinque minuti di vergogna e poi riprenderò a scrivere! ^^'

Rieccoci. Comunque, anche se rido da sola al pensiero di me che imparo il balletto, è tutto vero! Tra l'altro stà benedetta coreografia è anche facile...sennò col cacchio che riuscivo ad impararla, sono un ciocco di legno io!

Ad esempio nel ritornello la sequenza dei passi è questa (più o meno): braccia alternate in aria - mano in avanti e poi sul petto - manine ai lati tipo "spicco il volo" - manine messe a formare un cuoricino davanti al petto - braccia che vanno in alto in qualche modo che ora non mi sovviene come descrivere - manine che ruotano - mossa tipo balletto di "Grease" e/o "Ballo di Paride" del programma "Victor Victoria".

Per chi non avesse capito una cippa lippa dei passi di danza da me descritti (cosa molto molto probabile vista la mia scarsa eloquenza tersicorea), ecco il link del video: http://www.youtube.com/watch?v=wagn8Wrmzuc

Lo so, lo so. Sono una donna dai mille talenti...emh! ^^'

Orbene... Dopo cotanto cazzeggio, giunta è l'ora di inserire qualcosa di vagamente più "serio" in questo post...

Visto che dopotutto rimango sempre una sentimentalona incallita ( ), non mi rimane che citarvi una delle canzoni di Lady Gaga che più hanno fatto "squacquareare" il mio cuore. Il titolo è "Speechless", ecco il testo:

 

I can’t believe what you said to me
Last night when we were alone
You threw your hands up
Baby you gave up, you gave up

I can’t believe how you looked at me
With your James Dean glossy eyes
In your tight jeans with your long hair
And your cigarette stained lies

Could we fix you if you broke?
And is your punch line just a joke?

I’ll never talk again
Oh boy you’ve left me speechless
You’ve left me speechless, so speechless

I can’t believe how you slurred at me
With your half wired broken jaw
You popped my heart seams
On my bubble dreams, bubble dreams

I can’t believe how you looked at me
With your Johnnie Walker eyes
He’s gonna get you and after he’s through
There’s gonna be no love left to rye

And I know that it’s complicated
But I’m a loser in love
So baby raise a glass to mend
All the broken hearts
Of all my wrecked up friends

I’ll never talk again
Oh boy you’ve left me speechless
You’ve left me speechless so speechless

I’ll never love again,
Oh friend you’ve left me speechless
You’ve left me speechless, so speechless

Hooow?
Haaaa-oooo-wow?
H-ooow?
Wow

Haaaa-oooo-wow?
H-ooow?
Wow

And after all the drinks and bars that we’ve been to
Would you give it all up?
Could I give it all up for you?

And after all the boys and girls that we’ve been through
Would you give it all up?
Could you give it all up?

If I promise to you boy
That I’ll never talk again
And I’ll never love again
I’ll never write a song
Won’t even sing along

I’ll never love again
So speechless
You left me speechless, so speechless
Why you so speechless, so speechless?

Will you ever talk again?
Oh boy, why you so speechless?
You’ve left me speechless

Some men may follow me
But you choose “death and company”
Why you so speechless?
Oh oh oh

politica interna
14 giugno 2011
Un legittimo godimento: sì, sì, sì, sìììììììì!!!

Erano le 7:00 precise di ieri mattina, 13 giugno 2011, quando la sottoscritta, puntuale come poche volte riesce ad essere, esce di casa e si reca al seggio elettorale per esercitare il proprio diritto di voto.

La sezione della nostra prode eroina si trova proprio dietro casa sua, presso il liceo classico che ella stessa frequentò con repulsione per un solo ed unico anno (preferendo poi trasferirsi al liceo scientifico di una cittadina vicina).

La sottoscritta sale le scale di quel postribolo scolastico con sdegno e ribrezzo, fa il suo ingresso nel corridoio del primo piano, gira a destra e procede diritta.

La sezione n° 26 presso la quale l'elettrice deve votare si trova in fondo al corridoio a sinistra, nella stessa aula dove l'eroina trascorse alcuni dei suoi mesi di liceo in quella specie di bordello cammuffato in scuola e gestito da una preside che più che una preside sembrerebbe essere una maitresse stagionata di quart'ordine con la puzza sotto il naso. 

L'eroina consegna nelle mani di una delle scrutatrici (erano tutte scrutatrICI, nemmeno uno scrutatORE...evvuivua le quote rosa!!!), è la prima a votare nella sezione (eh già...sò le 7, chi cacchio vuoi che vada a votare veramente alle 7 di mattina? Solo tu puoi, sì...solo tu!) e il team femminile della sezione, preso alla sprovvista e ancora intontito di sonno, si affretta a preparare le schede con cui la prode avrebbe dovuto recarsi nella cabina elettorale.

Le schede sono nelle mani dell'elettrice, tutte rigorosamente chiuse (ahi ahi ahi...care scrutatrici, sarò rompiballe ma le schede vanno date aperte! Nonostante l'intoppo, non dico nulla...non protesto. Poverine, erano tutte così impegnate a sbadigliare e a stropicciarsi gli occhi che mi sarei sentita in colpa a sfrantumare gli zebedei di così prima mattina)...la prode entra in cabina.

Ecco la prima scheda. L'eroina pensa: <<Wow! Ma che carina stà scheda...è di un fucsia proprio fucsioso...un fucsia bello accesso...che bel fucchia! (ecco...argh...a furia di dire fucsia mi sono incartata!) Mettiamo questo bel sì! Azz...ma che schifezza di matita, ma come cacchio scrive? Dove le ha prese il Ministero? In stock? 1000 matite a soli 0,99 € cent?>>.

Seconda scheda. <<Fucsia, giallo limone...mmmh...queste schede fanno molto pop-art! Il Ministero fashion! Ecco n'altro sì!>>.

Terza scheda. <<Grigio topo. Bleah. Vabè... Nucleare? N'altro sì!>>.

Quarta scheda. <<Rullino le trombe, squillino i tamburi. Emh...na! Aspetta...le trombe non rullano e i tamburi non squillano, c'è qualcosa che non va. Resettiamo! Squillino le trombe, rullino i tamburi!!! Ecco, ora ci siamo! Legittimo impedimento...se se! Lo saprei io come renderti legittimamente impedito, caro Silvietto...rompendoti tutte e due le gambine o dandoti un bel calcio nella zona a te tanto cara, seppur mal funzionante vista l'età. Aaaah...senti che meravigliosa sensazione mentre la matita scrausa del Ministero disegna una bella "x" sul Sì del quarto e ultimo quesito. Berluscò, questo è il "va a quel paese" più bello che potessi mai dedicarti!>>.

L'eroina prima di uscire si guarda attorno, la cabina non lascia spazio per poter scrivere sul muro...mannaggia! La prode aveva già fatto un pensierino di vandalica natura circa quale scritta sarebbe stata meglio su quella parete...indecisa tra una bella dedica referendaria a Silvietto o una alla preside mignotta (perdonate il francesismo, ma quando ce vò ce vò!) del liceo che per giunta milita pure in un certo partito per cui non nutro palesemente simpatia.

L'eroina, ancora rammaricata del fatto di non aver potuto compiere il vandalico atto, esce e va ad imbucare personalmente le quattro schede sentendosi molto leader politico al seggio, ma con un'unica differenza: non c'erano le telecamere a riprenderla e nessuno se la filava di pezza.

La prode riprende la carta d'identità e la scheda elettorale ed esce dal seggio, rimirando orgogliosamente il secondo timbro stampato su quel foglio. Eh già...era la seconda volta che l'eroina classe 1991 votava.

Nel pomeriggio una notizia rallegra l'animo dell'elettrice: QUORUM RAGGIUNTO, I Sì (ovviamente) HANNO VINTO!

Satisfaction!!!

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Perchè Minerva? Perchè simbolo di saggezza e sapienza, dea capace di governare guerra ed attività intellettuali al contempo, protettrice delle arti e creatrice della musica. Moderazione e forza unite in un unico spirito. Certo...non sono una dea greco-romana e non racchiudo in me cotante virtù, ma considerate la scelta dello pseudonimo una sorta di invocazione alla divinità, proprio come gli autori dell'antichità avrebbero fatto nel tentativo di trarre la miglior ispirazione possibile per le loro opere. Allo stesso modo spero che le virtù della dea in questione mi siano utili nella stesura quotidiana (o semi-quotidiana) di questo blog.
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