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liber-azioni ed elucubrazioni varie
politica interna
13 marzo 2011
Parlando a vanvera: Silvio cita Tocqueville


Ieri Silvio Berlusconi, intervendendo telefonicamente ad un raduno dei Promotori della Libertà, ha affermato: «Il grande Alexis de Tocqueville diceva: 'Tra tutte le dittature la peggiore è quella dei giudici». Ecco con questa riforma noi cercheremo di evitare che questo ci accada e voi dovete darci una mano per spiegarlo a tutti gli italiani>>.

Benissimo, citazione colta ed interessante, la quale potrebbe perfino far venire il sospetto che, a dispetto dei tanti dubbi nutriti in merito, il caro Silvio qualche libro durante la sua esistenza lo abbia letto. Peccato però che tale illusione si riveli subito fallace: il premier "ha toppato" di nuovo!

Eh sì... Perchè la scelta della citazione con la quale guarnire il solito discorso trito e ritrito del premier si è rivelata piuttosto superficiale e disattenta, infatti si da il caso che Alexis de Tocqueville, da vero liberale, affermasse anche:

<<Un potere elettivo non sottomesso al potere giudiziario o sfugge presto o tardi ad ogni controllo, o e’ addirittura distrutto. Solo i Tribunali possono costringere all’obbedienza un funzionario eletto senza violare il diritto dell’elettore>>.

E adesso come la mettiamo, Silvio? Avranno mica stravolto di nuovo il senso delle tue affermazioni? Oppure è stato proprio Tocqueville ad ordire un complotto a tuo discapito già circa 200 anni fa? Prima scriveva una cosa, poi un'altra: cribbio, che incoerenza!

Fossi al posto del presidente sceglierei con più attenzione collaboratori e ghostwriter perchè, visto tal episodio e precedenti vari, quelli del suo staff assomigliano più a bambini delle elementari intenti a confezionare una ricerca con il copia-incolla da Wikipedia.

Se quanto detto ancora non bastasse, bisognerebbe ricordare a Berlusconi che Tocqueville, oltre a sostenere l'instaurazione dell'uguaglianza di diritto per tutti i cittadini, aveva parlato anche dei possibili caratteri che il dispotismo moderno avrebbe assunto affermando:

«Se cerco di immaginare il dispotismo moderno, vedo una folla smisurata di esseri simili ed eguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri di cui si pasce la loro anima… Al di sopra di questa folla, vedo innalzarsi un immenso potere tutelare, che si occupa da solo di assicurare ai sudditi il benessere e di vegliare sulle loro sorti. È assoluto, minuzioso, metodico, previdente, e persino mite.
Assomiglierebbe alla potestà paterna, se avesse per scopo, come quella, di preparare gli uomini alla virilità. Ma, al contrario, non cerca che di tenerli in un'infanzia perpetua. Lavora volentieri alla felicità dei cittadini ma vuole esserne l'unico agente, l'unico arbitro. Provvede alla loro sicurezza, ai loro bisogni, facilita i loro piaceri, dirige gli affari, le industrie, regola le successioni, divide le eredità: non toglierebbe forse loro anche la forza di vivere e di pensare?».

Parole su cui bisognerebbe riflettere attentamente, parole appartenenti ad uno dei padri fondatori del liberalismo, le quali dovrebbero far desistere il presidente del consiglio dal definirsi anch'egli "liberale".

Anche se rischio di essere fuori tema, voglio concludere dicendo che sono orgogliosa di sapere chi fosse Alexis de Tocqueville, sono orgogliosa di aver faticato sui libri per saperlo, sono orgogliosa di aver ascoltato chi era pronto ad insegnarmelo. E' a questo che serve la scuola pubblica tanto disprezzata dal premier, serve a liberarci dall'ignoranza e ad essere in grado di poter discutere ed argomentare le nostre tesi, serve a difendere il nostro diritto inalienabile alla libertà di pensiero e di parola. Non restare in silenzio, grida ciò che hai dentro.


-MinervA-


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Perchè Minerva? Perchè simbolo di saggezza e sapienza, dea capace di governare guerra ed attività intellettuali al contempo, protettrice delle arti e creatrice della musica. Moderazione e forza unite in un unico spirito. Certo...non sono una dea greco-romana e non racchiudo in me cotante virtù, ma considerate la scelta dello pseudonimo una sorta di invocazione alla divinità, proprio come gli autori dell'antichità avrebbero fatto nel tentativo di trarre la miglior ispirazione possibile per le loro opere. Allo stesso modo spero che le virtù della dea in questione mi siano utili nella stesura quotidiana (o semi-quotidiana) di questo blog.
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