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liber-azioni ed elucubrazioni varie
sentimenti
22 giugno 2011
Cercare il mare e poi ritrovarsi in aperto oceano

- Non è quello che cercavi, tu speravi altro. 

- Già... Forse hai ragione.

- Speravi nella tranquillità del blu di un mare calmo, non è vero?

- Sì...

- E allora che c'è?

- E allora c'è che forse avevo trovato un oceano immune da tempeste...

sentimenti
15 giugno 2011
Talking about... Paure, futuro/passato, visceralità & compromessi

La paura del fuoco, la paura del vuoto, la paura di non essere abbastanza, la paura di avere paura.

Sorridere alla nemica che cerca di sbarrarti la strada, sarà lei ad abbassare lo sguardo vedendo il tuo ghigno. E' una sfida da vincere, senza condizioni.

Non sono immune dall'incertezza, sarebbe stupido credere di esserlo per chiunque. Il futuro è sempre un punto interrogativo in questa sequenza continua di "virgole", "punti esclamativi" e "punti a capo" di cui è fatta la nostra vita.

Il futuro non può far male e non può nemmeno rendere felici, non può farlo semplicemente perchè, in fondo, ancora non esiste.

Il passato invece no. Il passato ritorna ad intervalli regolari, come un sogno e/o un incubo ricorrente. Ma la notte non è infinita e all'alba del giorno nuovo riesci a svegliarti. L'amnesia selettiva non funziona, è inutile insistere.

Non so fingere indifferenza: i dolori mi feriscono, forse anche troppo. Inconveniente inevitabile per chi si lascia trasportare dalla visceralità emozionale più profonda, quella stessa visceralità che fortunatamente mi fa vivere le gioie in maniera altrettanto amplificata.

Sono complicata, non posso negarlo e non so se convenga più cercare di capirmi o accettarmi così per come sono, avallando indistintamente pregi e difetti.

Amo chi sa "ascoltare" senza limitarsi a "sentire" distrattamente, ma sono troppo poche le persone che riescono a farlo davvero.

Certo, per essere ascoltati ci sarebbe bisogno di qualcosa da dire e, purtroppo, anche questo è sempre più raro.

Urlare al mondo qualcosa è quello che ho sempre cercato di fare, è ciò che provo a fare anche scrivendo.

Correre il rischio di esporre al mondo la propria parte più fragile è il prezzo da pagare per chi non possiede corazze da finto guerriero o maschere fatte di cera mista a ipocrisia.

Può bruciare, ma non cambierei le cicatrici accumulate e quelle che verranno con niente al mondo. Il compromesso non l'ho mai cercato, anche quando è stato lui a cercare me.

sentimenti
20 maggio 2011
Fenomenologia di casini / irrazionalità / logorrea

Strade che ho perso, giurato di non imboccare mai più e poi ritrovato.

Reiterare un errore, anche se l'errore non esiste quando è l'istinto a guidare le tue azioni. Non ci si può pentire di qualcosa che in un determinato momento si credeva giusto, di qualcosa che è ormai un piccolo frammento del puzzle della propria vita, di qualcosa che è ormai parte di te.

Brava a dirlo e a dare lezioni, ma spesso incapace di mettere in pratica i miei stessi insegnamenti. Qualche volta mi è capitato che qualcuno mi dicesse: "Come sei saggia!". Ma saggia di poi di cosa? Forse quelle volte sono riuscita a dare quest'impressione o forse per qualcuno mi sono rivelata esserlo realmente, ma come fa ad essere saggia una persona che finisce per incasinarsi la vita un giorno sì e l'altro pure? 

Lo so, sembro alquanto catastrofica e pessimista (in realtà sono molto più ottimista di quanto possa trasparire), ma è vero: sono una casinista!

Una "casinista buona", una di quelle che non ha mai combinato casini così eccessivi da non poter essere risolti, una di quelle dedite a casini di "piccola-media grandezza". Così la verità è che non posso nemmeno vantarmi di essere una casinista da podio olimpico, una casinista titolare che scende in campo dal primo minuto di gioco. Sono una casinista panchinara!

Eppure dopo anni di allenamento una promozione vorrei potermela meritare. Il mio "curriculum incommodorum" (curriculum dei pasticci), se non per qualità, almeno per quantità di guai contenuti potrebbe far invidia a qualunque altra aspirante casinista professionista.

Eppure ci sono casini simpatici, forse stupidi, ma capaci di farti sorridere quando capita di ripensarci. Poi tra i miei ci sono anche i "casini artistico-pittorici", come quella volta che al Museo del Prado di Madrid io ed una mia amica abbiamo fatto scattare l'allarme della Guernica di Pablo Picasso (uno dei miei quadri preferiti, immortalato da me nella foto sottostante nel giorno del pasticcio. Da quanto si intuisce non sono una grande fotografa!), suscitando le ire di un distinto signore spagnolo che ci ha gentilmente congedate dalla sala d'esposizione con carrettate di insulti pronunciati in un velocissimo ispanico idioma.

E poi ci sono i casini combinati per sviare i problemi, stratagemmi che, una volta girato l'angolo, si rivelano del tutto inutili visto che il problema è lì, fermo all'incrocio ad aspettarti più grande di prima.

E poi ancora ci sono i casini fatti in nome di un sentimento o suoi derivati ed è proprio con quelli che rischi di bruciarti davvero, perchè un pasticcio fatto per amore (o, eventualmente, per un suo fac-simile) ha come complice l'incoscienza dell'irrazionalità più pura.

Approposito... Come si diventa razionali? C'è una medicina, un trattamento che si possa seguire per divenirlo? Se c'è ditemelo, è tanto tempo che me lo chiedo. Ah... Se poi ci fosse anche una cura per non essere più logorroici dello scritto sarebbe ancora meglio.

Scrivo troppo, brutto vizio preso a scuola. Anni di liceo passati con il terrore del limite delle 4-5 colonne per un saggio breve (breve? Aggettivo del cavolo per i miei saggi che tutto erano meno che brevi!) o per un tema. Un limite per il quale mi auto-costringevo a riscrivere in bella con una minuscola calligrafia i miei chilometrici compiti.

Quando non scrivo parlo, parlo tanto. C'è gente morta di sfinimento nello starmi a sentire. Ma quello della parlantina è un discorso che presenta delle variabili: se una persona non mi trasmette fiducia farfuglio a monosillabi, se una persona invece mi piace così tanto già a primo impatto inizio a sparare cavolate a raffica, nel tentativo che una frase su cento possa risultare, se non intelligente o simpatica, quantomeno di senso compiuto.

Vabè, adesso basta: devo mettere un freno alle mani che continuauno a digitare baggianate sulla tastiera.

Buon week-end blog! :D

DIARI
9 maggio 2011
Volevo fare la cantautrice / "Non sarò più la stessa"

Sfogliare ricordi, recenti o meno. Scovare fogli e toccarli, cercando di sfiorare l'essenza dell'emozione dell'attimo svanito.

Volevo fare la cantautrice: verbo al passato perchè le disillusioni riescono a rendere realista perfino la più accanita sognatrice.

Scrivere, in fondo si trattava sempre e solo di fare quello...una delle poche cose che riesca a fare in modo discreto.

Ho trovato in un quaderno il testo di una canzone scritta da me circa un anno fa. Mi andava di condividerlo. Nostalgico amarcord...la primavera fa brutti scherzi!


Non sarò più la stessa

È mezzanotte o forse meno
Sulla mia pelle solo inchiostro nero
Scrivo la mia vita su un foglio bianco
Sperando che una penna cancelli lo sbaglio
Ma non c’è errore nell’ingenuità
Solo tremore d’instabilità
Schivo la domanda a cui ammetterò
Che quella musica ha la melodia dei tuoi “no”

Ed io dovrei difendermi da me
Ma non c’è nulla che bruci quanto te
Ed io dovrei difendermi anche se
È assurdo pentirsi di una colpa che non c’è

Non sarò più la stessa
Io non l’ho mai pensato
Se era una promessa fa parte del passato
Non sarò più la stessa
Svanisce un’estate
E la sua grande scommessa
Di canzoni mai cantate

Gridano voci di città
Mentre cresce quest’ansietà
Ho fatto i conti col cuore
Ma non tornano mai
E mi illudo che invece tu lo farai
Il desiderio di oblio
È tutto quello che ho
Ma nella testa frasi che ricorderò
Cercare il tuo nome tra parole sorde
È un po’ come suonare una chitarra senza corde

Ed io dovrei difendermi da me
Ma non c’è nulla che bruci quanto te
Ed io dovrei difendermi anche se
È assurdo pentirsi di una colpa che non c’è

Non sarò più la stessa
Io non l’ho mai pensato
Se era una promessa fa parte del passato
Non sarò più la stessa
Svanisce un’estate
E la sua grande scommessa
Di canzoni mai cantate

E soffia forte il vento
Soffierà finchè sarà risentimento
Soffierà finchè sarai ancora tra i miei guai, tra i miei guai…

Non sarò più la stessa
Io non l’ho mai pensato
Se era una promessa fa parte del passato
Non sarò più la stessa
Svanisce un’estate
E la sua grande scommessa
Di canzoni mai cantate…



sentimenti
4 maggio 2011
Sono (I am)...


Sono...

Sono niente e tutto quello che ancora non conosco. Sono quella paura buona ed il tremore che percorre la schiena. Sono contraddittoria e coerente quando meno me lo aspetto. Sono una che ha scelto di "ascoltare" invece che "sentire" semplicemente. Sono un'illusa che cerca di stare a galla nell'oceano delle sue disillusioni. Sono quello che ero e mai sarò ciò che qualcuno ha creduto fossi. Sono il silenzio che fa rumore nella vacuità banale. Sono il tatuaggio del passato e il dubbio del futuro. Sono la distrazione che mi illudo di desiderare. Sono la candida innocenza di chi spera e spera ancora. Sono l'unico mio ostacolo e la possibilità che dovrò cogliere. Sono il "carpe diem" mancato e ciò che preso al volo ha lasciato il suo segno. Sono la cicatrice in cui c'è ancora troppo sale. Sono una risata senza senso eppur meravigliosamente speciale. Sono gli occhi che ho incrociato ed in cui ho ritrovato il mio sguardo. Sono quello che inseguo e che vorrò sempre afferrare. Sono la frenesia di ore che sembrano non voler trascorrere. Sono la testarda convinzione che sia giusto ciò che non si può giudicare. Sono un vento di maggio che accarezza la mia pelle. Sono un pasticcio ordinato e la disordinata precisione. Sono l'indovinello a cui non so trovare soluzione. Sono la sognatrice che ha paura di svegliarsi. Sono una pioggia estiva e la sua fresca incongruenza. Sono chi vuole osservare senza paura di capire. Sono il disegno del destino che vorrei poter scoprire.

Sono questo e troppo altro. Sono io e, in fondo, non c'è niente che sia uguale.

DIARI
2 maggio 2011
Pensieri e parole tra interviste e confusione...

Lo scorso sabato ho realizzato la mia prima intervista: stupenda soddisfazione per un'aspirante giornalista come me! :D

Nonostante questo i pensieri che affollano la mente sono tanti, troppi.

"Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane" cantava Samuele Bersani. E anche se io cerebrale non lo sono per nulla (anzi, sono fin troppo istintiva e casinista) il pane riesco a complicarmelo lo stesso.

Ma si sa, c'est la vie! [W le allitterazioni] :)

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Perchè Minerva? Perchè simbolo di saggezza e sapienza, dea capace di governare guerra ed attività intellettuali al contempo, protettrice delle arti e creatrice della musica. Moderazione e forza unite in un unico spirito. Certo...non sono una dea greco-romana e non racchiudo in me cotante virtù, ma considerate la scelta dello pseudonimo una sorta di invocazione alla divinità, proprio come gli autori dell'antichità avrebbero fatto nel tentativo di trarre la miglior ispirazione possibile per le loro opere. Allo stesso modo spero che le virtù della dea in questione mi siano utili nella stesura quotidiana (o semi-quotidiana) di questo blog.
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